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		<title>questionario laicità</title>
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		<summary type="text/plain"> </summary>
		<dc:subject>questionario laicità</dc:subject>
		<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/pivot/entry.php?id=33"><![CDATA[ <!-- error: could not make a download for questionario europeo sulla laicità e sui diritti delle donne.doc. File does not exist --><a href="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/images/questionario_europeo_sulla_laicit_e_sui_diritti_delle_donne.doc" title="partecipa al questionario sulla laicità" class="download"><img src="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/pivot/pics/icon_doc.gif" alt="partecipa al questionario sulla laicità" class="icon" style="border:0;" /> </a> ]]></content>
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		<title>Attacco alle donne iraniane in piazza l’otto marzo</title>
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		<summary type="text/plain">Un migliaio di donne si sono riunite in piazza a Teheran, l’otto marzo, in una manifestazione convocata dalla Marcia mondiale delle donne, per rivendicare pacificamente il rispetto dei loro diritti, la pace e la fine delle discriminazioni contro le donne.</summary>
		<dc:subject>Attacco alle donne iraniane in piazza l’otto marzo</dc:subject>
		<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/pivot/entry.php?id=32"><![CDATA[ Un migliaio di donne si sono riunite in piazza a Teheran, l’otto marzo, in una manifestazione convocata dalla Marcia mondiale delle donne, per rivendicare pacificamente il rispetto dei loro diritti, la pace e la fine delle discriminazioni contro le donne.</p>Dieci minuti dopo l’inizio della manifestazione (il tempo necessario
alle forze dell’ordine per fotografare e filmare le presenti in vista
di ulteriori procedimenti), un centinaio di soldati, poliziotti e forze
speciali anti-sommossa dei guardiani della Rivoluzione hanno caricato
le donne per disperderle. Parecchie donne e uomini che le
accompagnavano sono stati sistematicamente picchiati con i manganelli.<br  />
Giornalisti stranieri che riprendevano la scena sono stati fermati e le loro pellicole confiscate.<br  />
Malgrado la Costituzione iraniana riconosca il diritto
dell’assembramento pacifico senza preavviso, il governo iraniano esige
sempre un premesso per qualsiasi raduno, permesso che si è finora
sempre rifiutato di rilasciare.<br  />
Questa repressione s’iscrive in un quadro crescente di attacchi contro
le attiviste per i diritti delle donne che rischia di intensificarsi
nei prossimi mesi.<br  />
La Marcia mondiale delle donne condanna questa repressione e chiama
tutte le donne del mondo a esprimere la loro solidarietà con le donne
iraniane mandando un messaggio al coordinamento della MMD in Iran:
<a href="http://www.marciamondonne.altervista.orgmailto:royapayan@yahoo.com"  target='_blank'>royapayan@yahoo.com</a></p> ]]></content>
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		<title>8 marzo: celebriamo la vittoria delle lavoratrici di Yves Rocher in Burkina Faso</title>
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		<summary type="text/plain">Durante la tappa finale della marcia mondiale il 17 ottobre scorso una delegazione della MMD francese era andata a trovare le “Gaciliennes”, le lavoratrici in lotta&amp;nbsp; della filiale burkinabé della multinazionale francese Yves Rocher, Con grande soddisfazione&amp;nbsp; apprendiamo che la lotta congiunta delle lavoratrici burkinabé con&amp;nbsp; associazioni femministe e sindacaliste francesi ha dato i suoi frutti.</summary>
		<dc:subject>8 marzo: celebriamo la vittoria delle lavoratrici di Yves Rocher in Burkina Faso</dc:subject>
		<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/pivot/entry.php?id=31"><![CDATA[ Durante la tappa finale della marcia mondiale il 17 ottobre scorso una delegazione della MMD francese era andata a trovare le “Gaciliennes”, le lavoratrici in lotta  della filiale burkinabé della multinazionale francese Yves Rocher, Con grande soddisfazione  apprendiamo che la lotta congiunta delle lavoratrici burkinabé con  associazioni femministe e sindacaliste francesi ha dato i suoi frutti.</p>La storia:<br  />Il gruppo Yves Rocher, produttore di cosmetici “naturali”, è presente in 88 Paesi con un fatturato di 2 miliardi di Euro. Il suo slogan pubblicitario: “Rendere la vita quotidiana delle donne più piacevole” si applica poco alle lavoratrici della filiale “La Gacilienne” che producono da nove anni i sacchetti di plastica e altri involucri dei prodotti cosmetici, in condizioni esecrabili: strette le une contro le altre sui banchi, in un ambiente poco illuminato e malventilato. Con il divieto di chiacchierare e punizioni severe (da uno a sette giorni di sospensione) per i ritardi. Aggiungiamo a questo l’assenza di congedo di maternità e di pagamento delle ore di allattamento, gli orari e i ritmi insostenibili; periodi di .produzione intensa con orari interminabili seguiti da settimane di disoccupazione tecnica, non pagata. Tutto ciò per un salario medio di 15 euro al mese, ossia un terzo del salario minimo legale in Burkina Faso. <br  />Pian piano però le lavoratrici  chiedono che i loro diritti vengano rispettati :si organizzano nel principale sindacato del Paese, la CGT-B. Richiedono il semplice rispetto del Codice del Lavoro. In tutta risposta, il primo agosto 2005, Yves Rocher chiude la fabbrica, senza spiegazione ne preavviso, lasciando le 133 operaie senza reddito e senza mezzi di sussistenza…Durante quattro mesi le ex-dipendenti si batteranno per ottenere un indennità decente ma Yves Rocher si rifiuta di trattare, sperando di prenderle per sfinimento.<br  /><br  />Però non ha fatto i conti con la “globalizzazione della solidarietà”. Nel frattempo in Francia un gruppo di donne sorto dalla base (nella campagna contro il trattato costituzionale europeo) “coordination des femmes pour l’égalité” organizza una campagna con raccolta di firme davanti ai negozi di Yves Rocher, raccogliendone 7.000. La campagna viene supportata attivamente da una cinquantina di associazioni femministe, sindacali e di solidarietà Nord/Sud tra cui la Marcia Mondiale delle Donne, il gruppo Donne, Genere e mondializzazione di Attac, Femmes solidaires, varie sezioni della CGT, di Solidaires e di Sud,….per nominare solo le più conosciute). Migliaia di persone mandano  cartoline di protesta all’impresa.<br  />Les Gaciliennes, insieme a questa rete di appoggio, decide di usare il Forum Sociale Mondiale di Bamako come tribuna per le loro rivendicazioni. <br  />A questo punto, colpito nella sua immagine di mercato, Yves Rocher decide di aprire un vero negoziato. L’accordo raggiunto prevede un indennizzo che equivale a circa 30 mesi di salario. Un risultato inedito come lo sottolinea un comunicato della CGT-B.<br  /><br  />Ci auspichiamo che questa bellissima lotta sia solo l’inizio di una nuova stagione in cui la globalizzazione concreta delle lotte diventi pratica comune e porti a casa risultati tangibili in termini di diritti e dignità.</p> ]]></content>
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		<summary type="text/plain">8 marzo a ComoScarica il volantino</summary>
		<dc:subject></dc:subject>
		<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/pivot/entry.php?id=30"><![CDATA[ <h3><font color="purple">8 marzo a Como</font></h3><a href="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/images/volantino_8_marzo_2006_rivistofr.doc" title="" class="download">Scarica il volantino</a> ]]></content>
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		<title>8 marzo e dintorni</title>
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		<summary type="text/plain">a Brindisi&amp;nbsp;&quot;Alla ricerca di un posto dove stare&quot; spettacolo teatrale e dibattito
leggi volantino</summary>
		<dc:subject>8 marzo e dintorni</dc:subject>
		<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/pivot/entry.php?id=28"><![CDATA[ <strong>a Brindisi "Alla ricerca di un posto dove stare" spettacolo teatrale e dibattito</strong>
<br  /><br  /><a href="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/images/comunicato_percorsi_di_donne.doc" title="" class="download">leggi volantino</a><br  /><br  /><p style="text-align:center;"><a href='http://www.marciamondonne.altervista.org/html/images/manifesto.jpg'  style='border: 0;' target="_self"  class='pivot-popuptext' ><img src="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/images/manifesto.thumb.jpg" border="0" alt="" title=""  class='pivot-popupimage'/></a></p> ]]></content>
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		<title>lettera da Bamako</title>
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		<summary type="text/plain">la MMD al FSM di Bamako</summary>
		<dc:subject>lettera da Bamako</dc:subject>
		<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/pivot/entry.php?id=26"><![CDATA[ <a href="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/images/lettera_da_bamako.doc" title="" class="download">la MMD al FSM di Bamako</a> ]]></content>
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		<title>Dopo il grande successo delle manifestazioni del 14 gennaio per l'autodeterminazione e la libera scelta, continuamo la mobilitazione:</title>
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		<summary type="text/plain">La Marcia mondiale delle donne aderisce alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE indetta da &quot;Facciamo Breccia&quot;</summary>
		<dc:subject>Dopo il grande successo delle manifestazioni del 14 gennaio per l'autodeterminazione e la libera scelta, continuamo la mobilitazione:</dc:subject>
		<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/pivot/entry.php?id=21"><![CDATA[ <p><strong>La Marcia mondiale delle donne aderisce alla <font color="purple">MANIFESTAZIONE NAZIONALE</font> indetta da "<font color="purple">Facciamo Breccia</font>"</strong></p><p><strong><font color="purple">NO VAT<br  /></font><font color="deeppink">PIÚ AUTODETERMINAZIONE, MENO VATICANO</font></strong></p>
<p><strong>Contro le ingerenze della Chiesa cattolica nella sfera pubblica,<br  /><font color="deeppink">a ROMA SABATO 11 FEBBRAIO 2006</font><br  />anniversario della firma dei Patti Lateranensi</strong></p>
<ul>
<li>per i diritti riproduttivi delle donne (legge 194, legge 40)</li>
<li>per i diritti di gay, lesbiche, trans</li>
<li>per il riconoscimento delle Unioni civili</li>
<li>per l'Istruzione pubblica e laica</li>
<li>contro i privilegi economici del Vaticano e per la cancellazione del Concordato</li>
<li>per l'Autodeterminazione di tutte/i</li></ul>
<p><strong><font color="purple">Facciamo Breccia</font></strong> è un movimento spontaneo di cittadini e cittadine, gruppi, associazioni che - riprendendo nel nome il gesto che sancì l'autonomia dello Stato italiano dalla Chiesa - riaffermano una cultura laica, valorizzano tutti i percorsi di autodeterminazione e costruiscono un percorso di mobilitazione.<br  />Ci contrapponiamo all'invadenza teooscurantista sui corpi e sulle scelte di vita, per riaffermare l'autodeterminazione di ogni soggetto e promuovere una<br  /> cultura di riconoscimento e convivenza delle diversità. Per questo, a partire da ottobre, Facciamo Breccia ha realizzato e promosso iniziative e azioni dimostrative nelle città di Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino e Verona.</p>
<p><strong><em>Per ogni ulteriore informazione e per l'elenco delle adesioni:<br  /></em></strong><a href="http://www.facciamobreccia.org/"  target='_blank'><font color="deeppink"><strong>www.facciamobreccia.org</strong></font></a></p>
<p><strong><em>Per informazioni aggiuntive:</em></strong> <br  />02 5810 2070 [Nicoletta POIDIMANI]<br  />333 4526 916 [Porpora MARCASCIANO]<br  />347 5583 869 [Graziella BERTOZZO]</p> ]]></content>
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		<title>Resoconto della riunione del Coordinamento Europeo della Marcia Mondiale delle Donne</title>
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		<summary type="text/plain">Istanbul 2-4 dicembre 2005Presenti: Rappresentanti della Turchia, Italia, Grecia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Svezia, Paese Basco, Catalogna.</summary>
		<dc:subject>Resoconto della riunione del Coordinamento Europeo della Marcia Mondiale delle Donne</dc:subject>
		<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.marciamondonne.altervista.org/html/pivot/entry.php?id=20"><![CDATA[ <p align="left"><strong>Istanbul 2-4 dicembre 2005<br  /></strong>Presenti: Rappresentanti della Turchia, Italia, Grecia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Svezia, Paese Basco, Catalogna.</p><b>
<p>VENERDI’ 2 DICEMBRE 2005<br  /></b><i>La riunione comincia con un breve resoconto da parte delle rappresentanti che descrivono la situazione delle donne nel proprio paese (questioni e conflitti contingenti), fanno il punto sulle iniziative della marcia a staffetta nel proprio paese e sui rapporti con gli altri movimenti di donne e sociali (es. movimenti antiglobalizzazione e per la pace).</p>
<p align="justify"></p></i>
<p align="justify">Grecia Le donne della MMD della Grecia hanno costituito un coordinamento nazionale con la partecipazione di cinque città; hanno avuto un rapporto costante con le donne turche e con esse hanno discusso in termini critici di nazionalismo (tra Grecia e Turchia vi è un conflitto nazionale a proposito della spartizione di Cipro). Concordano sul fatto di occupare un punto nevralgico nella geopolitica dell’area. A Salonicco (città al confine tra Grecia, Bulgaria, Turchia) si è tenuta una manifestazione in occasione della tappa greca della MMD. La diffusione e discussione della Carta Mondiale delle Donne per l’Umanità ha portato dei risultati. Si è aperta una discussione con i sindacati soprattutto in seguito alle delocalizzazioni di fabbriche tessili, che hanno provocato la perdita di posti di lavoro soprattutto per le donne. Ad Atene sono stati realizzati interventi nell’Università e nelle fabbriche.</p>
<p align="justify">Occorre specificare che in Grecia non esiste un vero e proprio movimento nazionale di donne, che è in fase di costruzione. Infatti, si sta creando un movimento di opinione pubblica contro la violenza alle donne, soprattutto dopo l’assassinio, in agosto 2005, di alcune donne ad opera di partner. C’è molto lavoro da fare in proposito, per esempio esiste una proposta di legge del Ministero della Giustizia sulla violenza che non nomina neppure la violenza di genere. Il 17 ottobre 2005 in una città alla frontiera greco-bulgara si è tenuto un incontro con alcuni sindacalisti bulgari con i quali sono state analizzate criticamente le conseguenze dell’adesione all’Europa.</p>
<p align="justify">Bulgaria Alla MMD partecipano cinque organizzazioni di donne, che hanno anche creato un sito web. La giornata della solidarietà femminista si è tenuta il 15 ottobre 2005 ed ha focalizzato le conseguenze negative della direttiva Bolkstein sulle donne e ha denunciato la disoccupazione femminile che raggiunge la quota del 50%. Le iniziative si sono tenute nelle scuole e nelle università. In Bulgaria è stata di recente approvata una legge che punisce la violenza domestica.</p>
<p align="justify">Francia (Marsiglia) Sottolinea l’importanza di collegare le due rive del Mediterraneo e di creare contatti con paesi quali il Marocco, la Tunisia e l’Algeria. Hanno realizzato interventi contro la violenza alle donne e contro la guerra. Denuncia la volontà europea di far arretrare le donne sull’aborto, sui diritti sociali e sui salari. Sul piano interno riconoscono che la violenza nelle periferie delle città francesi evidenzia il fallimento dell’integrazione, in realtà mai realizzata sul piano sociale. A dimostrazione di ciò evidenziano che molti dei giovani che hanno preso parte agli scontri dei giorni precedenti sono laureati senza lavoro.</p>
<p align="justify">Belgio E’ un paese attivo sul piano sociale e sindacale. Nel 2005 la MMD ha realizzato grandi iniziative contro le politiche liberiste del governo social-liberale, per esempio l’8 marzo si sono tenute marce per 10 giorni in diverse città e si sono realizzate tantissime iniziative per preparare l’arrivo della Carta Mondiale; anche il 17 ottobre 2005 è stata giornata di grande attivismo.</p>
<p align="justify">Turchia Nel 2005 in diverse città le donne aderenti al coordinamento nazionale della MMD hanno realizzato incontri per discutere i temi proposti dalla Marcia Mondiale, per esempio della violenza contro le donne, che è un problema davvero molto radicato nel paese. La Carta Mondiale delle Donne per l’Umanità è stata distribuita in 2000 copie. Tra maggio e ottobre 2005 sono state realizzate iniziative contro la violenza alle donne e contro la guerra. Il 17 ottobre 2005 in diverse città si sono sviluppate attività di solidarietà.</p>
<p align="justify">Cipro Un’unica organizzazione di donne ha aderito alla MMD ad aprile 2005. Il 17/10/05 ha organizzato un incontro di organizzazioni di donne delle due parti in cui il paese è diviso, la parte turca e la parte greca. Questo incontro ha avuto un grande significato. Ora vi sono migliori condizioni per intensificare la comunicazione e rafforzare le azioni di pace. Infatti nel 2003 sono stati aperti alcuni check-point. Proprio per rafforzare questo orientamento il 17/10/05 queste donne hanno chiesto il ritiro di tutte le truppe presenti sull’isola (greche, turche).</p>
<p align="justify">Italia Il coordinamento italiano della MMD è piuttosto debole e ha difficoltà a funzionare come tale, ciononostante sono state realizzate iniziative a Brindisi per la tappa italiana della marcia a staffetta con due giornate di attività. In una giornata si è tenuto un workshop sui temi della guerra che ha analizzato le conseguenze dei conflitti sulle donne in Medio-Oriente (Palestina/Israele) e in Iraq e ha discusso su come rendere più efficace l’opposizione alla guerra imposta come strumento di governo della società; e sulla precarietà, intesa come condizione sociale, particolarmente gravosa per le donne, precarietà che costituisce l’esito nefasto delle politiche di smantellamento e privatizzazione del sistema di assistenza pubblica e delle aggressive politiche del lavoro, che hanno eliminato garanzie e tutele giuridiche per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Nell’altra giornata si è tenuto un corteo con 300 donne e alcuni uomini e un incontro pubblico con festa e musica per la presentazione della Carta Mondiale. Il 17/10/05 in alcune città italiane vi sono state iniziative di solidarietà con la proiezione di film e dibattiti sul tema della violenza alle donne. Inoltre, in Italia è in corso da tempo uno scontro politico che minaccia la libertà delle donne e questo scontro diviene sempre più stringente. Infatti, vi è un blocco formato dalla Chiesa, dal governo e da altre forze conservatrici di carattere religioso, culturale e politico che da tempo persegue l’obiettivo di restringere drasticamente gli spazi di scelta delle donne, spazi conquistati con le proprie lotte nel corso degli ultimi decenni, in materia di contraccezione, sessualità e maternità. In particolare queste forze vogliono modificare la gestione dei consultori familiari e cambiare la legge che riconosce la liceità dell’aborto. In giugno 2005 è stata confermata con referendum una legge sulla procreazione medicalmente assistita molto penalizzante per la salute e per il potere decisionale delle donne. A questi temi stiamo dedicando attenzione e iniziative, ma la situazione è in costante movimento.</p>
<p align="justify">Francia Esiste un Collettivo Nazionale per i Diritti delle Donne da 15 anni. Nel 2005, 50 donne francesi di diverse città sono andate in Burkina Faso. Queste donne sono impegnate a costruire un nuovo coordinamento nazionale della MMD più autonomo rispetto al Collettivo e per questo sostengono la necessità di preparare un documento di bilancio e di prospettiva dell’azione della MMD per il 2010. </p>
<p align="justify">Paese Basco La rappresentante legge una comunicazione della Piattaforma Basca (traduzione del testo) che riunisce più di venti gruppi; gruppi di donne, sindacati e le componenti femminili di diversi partiti politici. Nel corso del 2005 sono state impegnate nel lavoro di preparazione per costruire la marcia a staffetta. Il 24/5/05 hanno ricevuto la Carta e il patchwork dalle donne della Galizia. Hanno impiegato quattro giorni per viaggiare nel paese in pullmann, dal momento che il paese è piccolo. Sono riuscite a mobilitare più di 10.000 donne e hanno concentrato l’attenzione pubblica su diverse tematica in ognuna delle quattro giornate della campagna:</p>
<p align="justify">24/5 “Giornata contro la Guerra” (Karranza-Barakaldo-Bilbo-Zornotza-Durango)</p>
<p align="justify">25/5 “Giornata dell’Ecologia, della Terra e delle Donne” (Laudio-Amurrio-Gasteiz-Lizarra-Sakana-Irunea)</p>
<p align="justify">26/5 “Giornata contro la Violenza” (Beasain-Martutene-Zarauttz-Donostia-Passai Donibane-Orereta)</p>
<p align="justify">27/5 “Giornata contro la Povertà e la Precarietà/ (Donostia-Irun-Hendaia-Azparne-Baiona)</p>
<p align="justify">Queste sono le città che hanno visitato e la questione dei diritti delle donne è stato il tema principale. Inoltre, sono state in grado di raggiungere un pubblico più ampio grazie alla Carta Mondiale, che ora le dà la possibilità di stabilire un lavoro più concreto basato sui valori in essa contenuti. Per il futuro pensano di proporre, attraverso contributi scritti e dibattiti, una Carta dei Diritti delle Donne per il Paese Basco, che dovrebbe essere presentata pubblicamente l’8 marzo 2006.</p>
<p align="justify">Per la fine della Marcia e le 24 ore di solidarietà femminista hanno organizzato dimostrazioni in 20 diverse città, con la partecipazione di più di 5000 donne. </p>
<p align="justify"></p>
<p align="justify"> </p><b>
<p>SABATO 3 DICEMBRE 2005<br  /></b><i>In questa giornata si valutano le azioni mondiali del 2005, lo svolgimento della marcia a staffetta e la giornata internazionale di solidarietà femminista.</p></i>
<p align="justify">Nadia De Mond illustra la composizione e i compiti del Comitato Internazionale ed evidenzia che non ci sono più finanziamenti per far funzionare il coordinamento e il segretariato mondiale; sostiene che occorre assumere la sfida di mantenere il livello mondiale e far funzionare la rete della MMD. Pone questa domanda: come decentrare le responsabilità internazionali?</p>
<p align="justify">Bilancio sull’azione internazionale: è stato un successo in diversi paesi su problematiche determinanti quali la militarizzazione, la precarizzazione della vita e la violenza contro le donne. Al contempo si avverte il bisogno di aggiornare, conoscere meglio e in modo più approfondito la situazione dei singoli paesi per elaborare un quadro realistico di ciò che è la Marcia delle Donne a livello mondiale. A tale scopo ogni coordinamento nazionale riceverà un questionario da compilare allo scopo di redigere un bilancio politico, richiamando l’attenzione sulla differenza tra bilancio ed impatto delle azioni. Attualmente non ci sono strumenti per valutare i gruppi attivi nella MMD. Ci risulta che 76-77 paesi abbiano partecipato alle azioni del 2005. Ogni coordinamento nazionale sarà chiamato a redigere una mappa delle partecipazioni alla MMD e delle azioni.</p>
<p align="justify">Il Segretariato Internazionale è ancora in Quebec, si auspica che tale funzione sia assunta da un paese del Sud del mondo. Forse il Brasile si candida. Le candidature sono aperte e ricevibili fino a marzo 2006. E’ una grande responsabilità perché bisogna trovare i fondi per il funzionamento, occorre lavorare in tre lingue (inglese, francese, spagnolo); inoltre, alla MMD arrivano richieste di partecipazione da parte di altri movimenti, per es. VIA CAMPESINA, un’organizzazione dove le donne sono presenti in misura rilevante, ha chiesto alla MMD di preparare insieme una giornata internazionale sul tema della sovranità alimentare. Ricorda che nel 2006 vi sarà in Perù un incontro mondiale per decidere le azioni da realizzare nel 2010 (3° edizione della Marcia Mondiale delle Donne). Per valorizzare sul piano simbolico il significato della Carta Mondiale delle Donne per l’Umanità, l’abbiamo donata a cinque donne la cui azione incorpora i valori ispirativi della suddetta Carta. </p>
<p align="justify">Francia Sono state impegnate ad organizzare il Forum Femminista a Marsiglia, in contemporanea c’era il voto sulla costituzione europea. A Marsiglia è stata importante la partecipazione delle donne del Sud della Francia (queste di solito hanno difficoltà a partecipare quando gli incontri e le iniziative si svolgono a Parigi) e dei paesi del Nord-Africa (Marocco, Tunisia, Algeria). Sono molto soddisfatte di ciò. C’è una grande difficoltà a dare informazione sulla MMD a livello nazionale. I mezzi di comunicazione nazionali la ignorano. Bisogna affrontare questa difficoltà con le giornaliste e con i giornalisti dei giornali e della televisione.</p>
<p align="justify">Grecia Nel 2000 la marcia mondiale è stata una rivelazione, aveva un carattere simbolico e generalista. Nel 2005 la marcia a staffetta ha creato uno stretto contatto tra Bulgaria, Grecia e Turchia, ha attivato una dinamica positiva a livello locale e nazionale. La situazione politica nel 2005 è diversa, i finanziamenti per la nostra rete non ci sono per una scelta politica delle istituzioni.</p>
<p align="justify">Turchia Nel 2005 le iniziative della MMD in Turchia hanno avuto successo e sono state visibili anche sui media. Il fatto importante è il contatto con i paesi vicini (Grecia e Bulgaria), ancora in fase embrionale con i paesi dei Balcani. Il contatto con le donne greche è ritenuto molto importante perché con questo paese c’è un conflitto politico molto lungo, quindi le donne stanno anche superando una propaganda negativa del nazionalismo. Sono d’accordo per la decentralizzazione nell’ambito della MMD, è un modo per far emergere le potenzialità esistenti ovunque e rafforzare i processi dinamici. Ritengono che ogni paese deve porsi il problema del finanziamento e che esso vada risolto a livello nazionale.</p>
<p align="justify">Belgio Le donne belghe hanno tentato di avere finanziamenti dall’Unione Europea, ma non è andata bene, non hanno avuto l’appoggio di una funzionaria europea che ha seguito il progetto fino ad un certo punto, poi è stata trasferita. Il finanziamento è un problema molto serio. In Belgio nella parte francofona le iniziativa della MMD hanno avuto una grande attenzione dalla stampa. L’iniziativa del 16 e 17 ottobre 2005 avveniva nel quadro di un’iniziativa più ampia del Consiglio Nazionale delle Donne. Hanno preso un’esperta di comunicazione per curare l’iniziativa della solidarietà femminista. I/le giornalisti/e cercano sempre la spettacolarizzazione degli eventi a scapito dell’analisi in profondità e della conoscenza sul lungo periodo. </p>
<p align="justify">Turchia “Nel nostro paese i partiti politici possono comunicare più facilmente con le donne. Sono responsabile sindacale e siamo riuscite a essere attive e ad avere dei finanziamenti. Per l’iniziativa del 2010 credo che tutti i paesi partecipanti devono creare un segretariato e trovare dei finanziamenti. Bisogna lavorare in anticipo in tale prospettiva.”</p>
<p align="justify">Francia Occorre far vivere la MMD anche in futuro e costruire coordinamenti nazionali dove non esistono, al Nord e all’Est Europa e stabilizzare i coordinamenti esistenti. Pensando all’iniziativa del 2010 propone un’iniziativa intermedia europea da tenersi tra il 2006 o il 2007 a livello nazionale nei diversi paesi. Propone di discutere: come, con chi, quando. Ritiene che occorre rivedere la piattaforma europea per adeguarla alla mutata situazione politica europea e mondiale rispetto alla precedente stesura. Propone di fare campagna su una sola problematica: violenza alle donne, lavoro, aborto, traffico delle donne.</p>
<p align="justify">Grecia E’ in corso un processo di formazione di stato europeo che trova coinvolti 25 paesi. Bisogna porsi il problema del potere dello Stato a livello centrale. Dobbiamo mantenere le nostre conquiste, per es. in Polonia è partito un attacco contro l’aborto, con il sostegno del Vaticano. Occorre analizzare questi processi e non lasciarsi trovare impreparate. Ci sono fatti e fenomeni nuovi che vanno registrati nella Piattaforma Europea: tutte le conseguenze delle politiche liberiste, in Grecia è stata abolita la giornata di lavoro di 8 ore, in Bulgaria c’è un grave problema di denatalità causato dalla povertà e dall’emigrazione.</p>
<p align="justify">Belgio Nel nostro paese c’è un forte coordinamento nazionale. Occorre porsi il problema della visibilità politica della MMD, non appiattirsi nella rete del Forum Sociale Nazionale o Europeo. </p>
<p align="justify">Svezia Partecipa per la prima volta alla MMD, sono presenti due giovani donne che lavorano in un rifugio per donne maltrattate. Esse raccontano che anche nel loro paese la situazione sta cambiando a livello sociale con la riduzione della spesa pubblica. Le donne svedesi sono sottoposte ad una fortissima pressione affinché soddisfino tutte le performance richieste alle donne emancipate (lavoratrici, madri, mogli). Ci sono dei miti che non corrispondono alla realtà, per esempio i rapporti tra uomini e donne sono conflittuali; infatti la violenza domestica è socialmente diffusa. Inoltre, la condizione delle donne straniere non è facile e il modello di integrazione non è realistico. Pensano di svolgere un’azione di proposta e coinvolgimento verso Finlandia, Danimarca e Islanda. Si tratta di paesi ricchi che possono trovare il denaro necessario per far funzionare il livello europeo.</p>
<p align="justify">Cipro Propone che il coordinamento europeo sia costituito da una rappresentante per paese, che le comunicazioni avvengano per e-mail, da riversare a tutti i gruppi del proprio paese.</p>
<p align="justify"></p><i>
<p align="justify">In tarda mattinata e nel pomeriggio si discute su come arrivare al 2010, sulla prossima agenda internazionale riguardante le donne e la MMD, l’uso della Carta e di altri strumenti; discussione sulla Piattaforma Europea del 2000 e definizione delle priorità sulle quali costruire le campagne politiche femministe in Europa </p></i>
<p align="justify">Turchia Propone di intervenire sulle seguenti problematiche: violenza domestica; direttiva Bolkstein; povertà e precarietà (lavoro, servizi sociali).</p>
<p align="justify">Francia La piattaforma europea della MMD è stata scritta nel 2000, a 5 anni di distanza la situazione europea è cambiata. Bisogna rivedere il punto 1 perché occorre fare i conti con l’Europa che si è costruita. La piattaforma europea del 2000 è troppo larga e generalista. Dobbiamo individuare i pericoli odierni (mondializzazione, disuguaglianza sociale) ed indicare le priorità: Per questo è necessario scrivere un nuovo testo sulle rivendicazioni. Pertanto dobbiamo decidere su cosa vogliamo intervenire: 1) violenza alle donne; 2) aborto e contraccezione; 3) lesbismo/sessualità; 4) precarietà/povertà; 5) guerra/pace; 6) donne migranti e tratta delle donne. Propone di: a) riscrivere la piattaforma europea della MMD; b) scegliere una campagna da condurre in tutti i paesi; c) lanciare una campagna per avere una legge quadro europea che combatta la violenza alle donne.</p>
<p align="justify">Italia (Lia) E’ importante analizzare la condizione delle donne nei paesi europei e nell’area del Mediterraneo, valutare i processi politici derivanti dalla formazione dell’unione Europea per concordare un orientamento comune, tenendo presente le differenze esistenti. E’ necessario adottare strategie per fronteggiare lo smantellamento del sistema di assistenza pubblica e la crescente povertà. In relazione alla violenza contro le donne ed in particolare la violenza domestica l’aspetto prioritario non è avere una legge europea, quanto costringere l’Unione Europea, i governi nazionali e le istituzioni locali a realizzare politiche sociali, che richiedono investimenti finanziari, per prevenire e combattere la violenza, supportando le donne che sono coinvolte con l’assistenza personale e sociale utile al superamento della condizione di violenza. In effetti per impostare una campagna sulla violenza contro le donne occorre discutere e concordare sugli obiettivi da perseguire e sugli strumenti da utilizzare.</p>
<p align="justify">Dalla discussione emerge una concordanza sulla proposta di due campagne europee, una campagna sulla violenza contro le donne, una campagna sulla povertà e sulla precarizzazione della vita delle donne, sull’adozione del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza alle donne, come scadenza europea da promuovere per iniziativa della MMD.</p>
<p align="justify">Tutte le presenti concordano sulla necessità di comporre un gruppo di lavoro europeo per studiare le proposte di CAMPAGNA EUROPEA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE.</p>
<p align="justify"></p>
<p align="justify">Si sviluppa la discussione sulla campagna contro la povertà e la precarizzazione della vita delle donne. </p>
<p align="justify">Paese Basco Propone di fare un gruppo di lavoro sulla povertà delle donne al Forum Sociale di Atene, dove si potrebbero dettagliare le rivendicazioni da inserire nella piattaforma europea.</p>
<p align="justify">Belgio Propone di portare avanti una sola campagna europea considerando anche la consistenza delle forze attive e di scegliere tra: salario minimo/uguaglianza di salario tra uomo e donna; opposizione allo smantellamento del sistema di assistenza pubblica.</p>
<p align="justify">Grecia propone un’azione comune per avere una legge quadro contro la povertà a livello europeo, ricorda che questa proposta è già presente nella piattaforma europea.Evidenzia che la povertà è in costante crescita soprattutto nelle famiglie monoparentali, costituite in maggioranza da donne. Questa tipologia di famiglia è in costante aumento.</p>
<p align="justify">Italia (Nadia) Evidenzia il doppio nesso tra precarizzazione della vita delle donne e la loro crescente povertà e il nesso tra il lavoro domestico/riproduttivo e il lavoro non garantito, per es. il lavoro non garantito delle donne migranti nelle famiglie dell’Europa occidentale. Ritiene che la MMD deve occupare questo spazio politico con iniziative che coinvolgano le donne più colpite dalla povertà e dalle conseguenze nefaste delle politiche liberiste globali.</p>
<p align="justify"></p><b>
<p>DOMENICA 4 DICEMBRE 2005<br  /></b><i>In questa mattinata si discute della preparazione del prossimo Forum Sociale Europeo ad Atene, dell’Assemblea delle Donne, e della Giornata delle Donne; del Social Forum Mediterraneo e dei Forum Sociali Mondiali Policentrici e della Marcia Mondiale delle Donne; Conclusioni e decisioni; Luogo e data del prossimo coordinamento europeo della MMD.</p>
<p align="justify"></p></i>
<p align="justify">Italia (Nadia) Sintetizza la discussione del giorno precedente. Finora, come MMD, abbiamo descritto e definito un contesto mondiale raccogliendo le problematiche, compiendo un lavoro di agitazione e scambiando le esperienze, sono mancate le proposte. Occorre passare ad una fase nuova, una fase dove si avanzano le proposte. Questa fase ha bisogno di tempo e lavoro di riflessione per questo credo che sia piuttosto difficile decidere sui contenuti e sugli strumenti delle due campagne europee individuate:</p>
<ul>
<ul>
<p align="justify">la violenza contro le donne, tratta delle donne, proposta di legge europea contro la violenza, iniziativa europea nella giornata mondiale contro la violenza alle donne (25 novembre);</p>
<p align="justify">la precarizzazione della vita delle donne, la povertà collegata alla disoccupazione, all’esclusione economica e alla mancanza di un sistema di assistenza pubblica.</p></ul></ul>
<p align="justify">Propone di preparare nell’arco di due anni un’importante iniziativa europea come tappa intermedia per giungere al programma della MMD nel 2010.</p>
<p align="justify">Grecia Ricostruisce il percorso della MMD in paragone ai movimenti contro la globalizzazione e come le donne partecipano a questi movimenti. Ad Atene il 4/5/6/7 maggio 2006 (data da confermare) ci sarà il Forum Sociale Europeo. Il programma di questo Forum sarà organizzato su 16 tematiche: guerra/pace, emigrazione, diritti sociali e servizi sociali, lavoro/disoccupazione, ambiente/energia/acqua/clima, quale democrazia in Europa (?), politiche economiche in Europa (patto di stabilità, Banca Europea), alternative femministe, agricoltura/sovranità alimentare, dove va l’unione Europea (?), politiche repressive e di sicurezza in Europa, ecc.</p>
<p align="justify">La MMD è invitata a partecipare al FSE preparando un seminario e partecipando all’assemblea plenaria del programma previsto dal punto “alternative femministe”. Ritiene utile sviluppare una strategia a due livelli: a) essere presenti nel movimento sociale; b) organizzare il movimento femminista in forma autonoma come MMD. Propone di discutere sulla gestione dell’appuntamento femminista ad Atene nell’ambito del Forum Sociale Europeo. </p>
<p align="justify">Francia (intervento di una ragazza) Ci sarà un seminario delle ragazze su due temi: a) trasmissione delle conquiste femministe dagli anni ’70 ad oggi; b) precarietà sul lavoro e limitazioni nella sessualità. Evidenzia il problema dell’indipendenza delle giovani donne dalla famiglia in termini di lavoro, studio e sessualità. Chiede di attivare uno scambio con le ragazze di altri paesi per costruire una rete in funzione del FSE.</p>
<p align="justify">Italia (Nadia) Propone di scrivere un breve testo , una specie di “dichiarazione della MMD” sull’Europa che si potrebbe portare al FSE di Atene.</p>
<p align="justify">Catalogna (Spagna) (arrivata dopo) Presenta un breve resoconto sul Forum Sociale del Mediterraneo giugno 2005 a Barcellona. Il processo di preparazione di Forum è stato complesso e stimolante. Le tematiche affrontate: la guerra dell’Iraq, il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti (es. Sahara), il processo di globalizzazione e l’instaurazione da parte dell’Unione Europea di una zona di libero scambio nell’area geopolitica di propria influenza, le questioni dell’emigrazione, le violazioni dei diritti umani e le politiche dell’unione Europea in un processo di neo-colonizzazione verso i paesi del Sud Europa (ricorso all’esercito a Ceuta e Melilla per proteggere la fortezza Europa). In questo contesto evidenzia l’importanza di costruire relazioni tra le organizzazioni del Sud, Nord e dell’Est Europa. Al Forum Mediterraneo hanno partecipato cinquemila persone. Nell’ambito di questo Forum Mediterraneo si è tenuta un’assemblea di donne con la partecipazione di donne dell’Iraq, Palestina, Algeria, Catalogna e Francia. E’ stata la prima volta che un’iniziativa di donne si è tenuta in assenza di altri appuntamenti. L’assemblea si è conclusa con una dichiarazione finale: dedicare una giornata, il 25 novembre, alla solidarietà con la resistenza delle donne irachene e per la liberazione delle detenute irachene. Ci sono state difficoltà a trovare interlocutrici del Sud del mediterraneo. In quest’area le donne stanno affrontando questioni molto serie: es. la riforma del diritto di famiglia in Marocco in opposizione ad un cambiamento di tipo religioso. E’ auspicabile che la MMD prenda contatti con donne del Nord e del Sud Mediterraneo. Nei giorni scorsi a Barcellona si è tenuta una conferenza governativa per imporre l’apertura di spazi commerciali a favore dell’Unione Europea e per bloccare l’emigrazione dal Sud del Mediterraneo. Come donne abbiamo protestato contro questa conferenza. Abbiamo organizzato una conferenza su “Donne e democrazia” dove ha partecipato la scrittrice egiziana Nawal El Sadawi, che ha entusiasmato soprattutto le giovani donne. Ci sarà un secondo Forum Sociale del Mediterraneo, c’è una proposta di tenerlo a Gaza alla fine del 2007, altri hanno proposta la Turchia. Propone una partecipazione della MMD alla Commissione Internazionale del Forum Sociale del Mediterraneo. </p>
<p align="justify"></p><b>
<p>CONCLUSIONI E DECISIONI</p></b>
<p align="justify">Turchia Sono d’accordo sulle due campagna europee, sulla violenza contro le donne e sulla povertà e precarizzazione della vita delle donne. E’ bene discutere nei sue seminari al Forum Sociale Europeo di Atene. Cercheranno di dare forma in Turchia a queste campagne con altre organizzazioni turche. Porteranno queste proposte al coordinamento nazionale turco della MMD. Invieranno le proposte ai siti web turchi del Forum Sociale Europeo e della MMD. Studieranno le proposte per la campagna contro la violenza alle donne. Le iniziative delle donne al FSE si devono tenere in autonomia.</p>
<p align="justify">Francia Sostiene che la MMD stia vivendo un momento speciale, coincidente con il termine del grande lavoro internazionale realizzato nel 2005. Ritiene che i coordinamenti nazionali abbiano bisogno di riflettere sulla situazione nazionale ed europea. Propone di tenere una giornata d’iniziativa comune europea nel 2006, il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza alle donne. </p>
<p align="justify"></p>
<p align="justify"><b>Questioni di funzionamento.<br  /></b>Nella precedente riunione ad Atene fu deciso di creare un piccolo segretariato (composto da Nelly, Nadia, Leen, Izaskun) per implementare le decisioni del coordinamento, assicurare un minimo di comunicazione tra le riunioni e preparare il seguente incontro). Purtroppo ognuna è stata troppo presa dalle iniziative nazionali per poter svolgere questo compito. L’assenza di continuità tra le riunione fa perdere efficacia alle decisioni prese. Si decide di riprovare a far funzionare questa piccola segreteria.</p>
<p align="justify">Francia: Ritiene che per l’organizzazione delle riunioni del coordinamento europeo della MMD, la suddetta segreteria debba aiutare il paese ospitante, ciò non è accaduta nel caso della Turchia. Per facilitare la discussione è anche indispensabile preparare un documento di bilancio tra le due riunioni annuali del coordinamento europeo. Crede che sia utile preparare una serie di indicazioni da rispettare nell’organizzazione e gestione delle riunioni europee:</p>
<dir>
<p align="justify">partecipazione massima: 3 delegate per Paese</p>
<p align="justify">mettere a disposizione la traduzione simultanea nelle tre lingue abituali</p>
<p align="justify">preparare documenti scritti prima della riunione sui temi da discutere</p>
<p align="justify">proporre all’inizio della riunione eventuali OdG da votare.</p></dir>
<p align="justify">Belgio Propone che le riunioni europee abbiano sempre almeno un punto di contenuto all’ordine del giorno.</p><i>
<p align="justify"></p>
<p align="justify">Per la prossima riunione del coordinamento europeo si propongono Cipro e il Paese Basco. Viene scelto il Paese Basco, probabilmente la città di Bilbao, per una questione di alternanza delle aree geografiche, alla fine di settembre/inizio ottobre 2006. Cipro potrà ospitare l’incontro successivo</p>
<p align="center"></p></i><b>
<p>SINTESI</p>
<dir></b>
<p align="justify">Preparare due campagne europee: una sulla violenza contro le donne e una sulla precarizzazione della vita delle donne e la povertà. Per elaborare le proposte delle due campagne si sono costituiti due gruppi di lavoro europei. </p>
<p align="justify">La MMD gestisce due seminari ad Atene nell’ambito del Forum sociale Europeo a maggio 2006 (data da confermare) sulla violenza contro le donne, sarà la prima sede dove confrontare le proposte.</p>
<p align="justify">La giornata mondiale contro la violenza alle donne, 25 novembre , è assunta come iniziativa europea intermedia nel percorso per la prossima edizione della MMD nel 2010.</p>
<p align="justify">La prossima riunione del coordinamento europeo si terrà nel Paese Basco alla fine di settembre/inizio ottobre 2006 data da concordare.</p>
<p align="justify"></p></dir>
<p align="justify">Al termine della riunione le compagne turche propongono il seguente OdG riguardante la situazione nel Paese che viene approvato:</p>
<p>“Esigiamo la fine del conflitto armato in Turchia e crediamo nell’importanza della sorellanza tra donne turche e kurde che può promuovere il raggiungimento di una soluzione pacifica tra i due popoli. Dichiariamo anche la nostra solidarietà con le nostre sorelle di Irak e Palestina che vivono la stessa situazione. Sosteniamo tutte le donne che resistono contro le politiche partriarcali, militariste e razziste.”</p> ]]></content>
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